Rap

Partiamo dalla premessa che leggere David Foster Wallace è sempre affascinante e stimolante. Il libro si apre con una lunga introduzione del collega Mark Costello col quale nel 1989 Wallace ha scritto questo saggio sul rap. In questo testo ci viene fornita una visione della vita dei due mentre erano intenti nella stesura del libro.
L’altra premessa è che conosco la storia della musica rap, da dove nasce, cosa rappresenta culturalmente e socialmente, gli artisti che la interpretano tanto quanto conosco a memoria tutte le canzoni di Pappalardo.
“Il rap spiegato ai bianchi” racchiude molte osservazioni sul genere offerte con una maestria linguistica (Wallace) che ti farebbe apprezzare l’ascolto anche della musica gregoriana sacra antica medioevale mistica mentre stai correndo per le strade del paese per tenere fede alla tua promessa di fare attività fisica almeno una volta a settimana. Costello, invece, interviene con piglio meno aulico, quasi da reportage, sui campionamenti e sulla necessità e lo scopo del rap e dell’hip-pop. Un lavoro ibrido che cerca (e riesce) di fare una critica musicale e un’analisi culturale degli anni post Reagan, ma che non nasconde la passione di questi due roommate per il genere che ha reso famosi Public Enemy, Ice-T, LL Cool J, Ice Cube e molti altri.

Side-bed

[A proposito di culle]

Qualche giorno dopo, ormai al sesto mese inoltrato, intorno a metà settembre, andammo a comprare la culla. Linda voleva quella in legno con le rotelle e le sponde alte. Io preferivo quelle della Chicco chiamate side-bed perché appunto si potevano tenere accanto al letto, erano leggere e molto meno ingombranti di quelle di legno, con da un lato una finestra in rete e il rivestimento in tessuto.
“Sembra una prigione, per me è stato un trauma, da bambino.”
“Ma figurati se ti ricordi quando c’eri tu dentro,” commentò Linda.
“Certo che ricordo, e ricordo anche mia sorella nella stessa culla, che aveva lasciato i segni dei denti nello stesso punto dove li ho lasciati io. È oscena, non mi va che Emma passi la maggior parte del tempo in prigione. Prendiamo l’altra.”
“Ma costa pure di più, ci sono quasi cinquanta euro di differenza.” Era estremamente parsimoniosa.
“Glielo dirai tu, a tua figlia, che l’hai confinata all’ergastolo, in isolamento forzato, costretta a latte e acqua, repressa dietro le sbarre e condannata a masticare legno di faggio per almeno il suo primo anno di vita, per risparmiare quarantasette euro?”
“Come sei drammatico! Prendiamo quella che vuoi tu, così andiamo a casa che mi scappa la pipì.”
“Grazie amore, anche a nome di Emma.”

“Chiamami papà” | IN LIBRERIA

Butterfly

“Quei bambini africani erano talmente magri che sembravano nutrirsi solo della polvere delle ali delle farfalle. Vederli così sottili e sempre in cerca di cibo, ma comunque profondamente e innocentemente felici, mi faceva sentire come se prima di incontrarli dentro di me ci fosse stata soltanto una eco, e solo la loro vicinanza stesse riuscendo a colmare quel vuoto.” ❤️

“Chiamami papà” – 11 novembre in libreria

“Mare di papaveri” di Amitav Ghosh

“La verità, signore, è che gli uomini fanno ciò che il loro potere gli permette di fare. Non siamo diversi dai faraoni o dai mongoli: l’unica differenza è che quando uccidiamo la gente, pretendiamo che sia per una causa superiore. È questa pretesa di virtù, ve lo garantisco, che non reggerà a giudizio della storia.”
⭐️⭐️⭐️⭐️

Un parto di 77 giorni…

So che magari queste non sono notizie che possano interessare gli altri, ma oggi ho finito il mio romanzo e non mi sento così felice e soddisfatto da quando feci goal su punizione nel 1990 contro il Forte dei Marmi.
Siccome Vonnegut diceva “quando siete felici fateci caso”, beh, mi pare l’occasione giusta.
Spero di riuscire a trovare un posto dove presentarlo, Covid permettendo, nel frattempo vale l’hashtag #perfavorecompratelo appena esce, che scriverlo mi è costato una fatica immane! 😜
Avevo promesso che appena finito mi sarei ubriacato, in realtà sono un po’ malinconico perché adesso devo ritornare alla realtà e non troverò le stesse cose…
Comunque… nel dubbio ci bevo su! 😂🍻

“Chiamami papà” sta arrivando…

Il prossimo 11 novembre diventerò papà di questo libro! 👧

Devo ancora terminarlo – ha avuto una gestazione più lunga di un parto normale – ma sarà probabilmente la cosa più intima e personale che abbia mai scritto.
Non a caso uscirà proprio in quella data, quando tre decenni fa ho imparato l’Amore direttamente da una sorgente che non era divina, ma aveva l’aspetto celestiale di mia sorella.

“Questa è l’America” di Francesco Costa

Siamo una nazione di immigrati, nessuno può prevedere chi varcherà i nostri confini oggi e chi scriverà una pagina significativa del libro americano. All’alba del nuovo secolo, come al tramonto del vecchio, siamo di nuovo in guerra con i «nuovi americani». Ancora una volta, la gente arriverà, soffrirà e sarà vittima di pregiudizi, lotterà contro le forze più reazionarie e i cuori più crudeli della sua patria adottiva e ne uscirà vittoriosa grazie alla propria elasticità.

Bruce Springsteen, Born to Run