Dad 

E verrà il giorno in cui saprò proteggermi dalle scelte sbagliate. In cui sperimenterò finalmente la pace.
Il giorno in cui sarò sostenuto e non soltanto sostenitore.
Apprezzato e non soltanto risolutore.
E sentirò da lontano una piccola voce e un cuore grande chiamare “Papà”.

Light

C’è stato un tempo in cui ci credevo. Alla luce in fondo al tunnel. Ai sogni realizzati. Al prato ben rasato la domenica mattina. Alle vacanze di famiglia. Ai figli sulle ginocchia. Forse dovrei smettere di appendere le luci così in alto, come se dovessi addobbare un enorme albero di Natale, sperando di illuminare meglio chi e ciò che mi circonda. Forse dovrei semplicemente spegnere le luci.
Si dice che è grazie all’oscurità che vediamo la bellezza del cielo, probabilmente è l’unico modo per vivere realmente.

People #2

C’è gente di ogni tipo in posta. Donne che si accarezzano continuamente il viso per mostrare anelli dalle scintillanti rifrazioni cromatiche. Ragazzi che ascoltano musica con grosse cuffie da dj. Vecchietti claudicanti che impiegano interminabili secondi prima di raggiungere lo sportello in tempo, pregando in silenzio che non scatti un nuovo numero. Maleducati avventori e approfittatori di anziani in coda. Oratori ad alto volume dei più personali fatti quotidiani. Bizzarre figure dal capello anni ottanta con giacche uscite dalla Delorean. Impiegati svogliati spippolanti cellulari sotto il banco o nascondendosi nelle segrete dell’ufficio. Vecchiette arzille maledicenti lo Stato e la città e l’attuale premier politico. Oscuri e panciuti uomini dal pantalone ascellare modello Fantozzi abbinato a scarpe modello baracca. Cani piccoli e cani grandi come alani. Alani in carne e ossa legati alle sedie. E infine donne che hanno recentemente deciso di provare entrambi i cromosomi.

Lost 

“Quando io ho perso te tu e io ci abbiamo perso: io perché tu eri ciò che io più amavo e tu perché io ero quello che ti amava di più. Ma di noi due tu perdi più di me: perché io potrò amare altre come amavo te ma tu non sarai mai amata come ti amavo io.”

Ernesto Cardenal