Reborn?

Sono passate due settimane dal mio ultimo attacco di panico e gran merito devo darlo a medicine e terapia. E ai bambini. 
Non ho ancora ricominciato a scrivere e sembra che riesca a mettere giù parole solo quando non sto bene. La cosa mi preoccupa. Come se riuscissi a contattarmi solo in momenti di angoscia. 
Ormai ci avviciniamo a grandi passi verso l’estate e mi allontano drasticamente dal periodo più bello della mia vita, ormai figlio dei ricordi, vittima dei rimpianti. La cosa mi fa paura. 
Da pochi giorni sono tornato a mangiare al tavolo di legno massello della mia cucina. Verdura, cereali, pizza. Dolci. A guardare la televisione, nel mentre. Non lo facevo da novembre, da quando la presenza costante e giornaliera dei miei pensieri ha lasciato fisicamente questa casa e quel tavolo pesante, pregno della meraviglia di quegli ultimi giorni passati insieme. 
Sono le 19:29 e non so se davvero sto ritrovando la pace o se, semplicemente, mi sto illudendo di poter fare a meno del tormento. 
Le 19:30 e mi manca come la prima volta che sono andato a letto senza di lei. 

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