Side-bed

[A proposito di culle]

Qualche giorno dopo, ormai al sesto mese inoltrato, intorno a metà settembre, andammo a comprare la culla. Linda voleva quella in legno con le rotelle e le sponde alte. Io preferivo quelle della Chicco chiamate side-bed perché appunto si potevano tenere accanto al letto, erano leggere e molto meno ingombranti di quelle di legno, con da un lato una finestra in rete e il rivestimento in tessuto.
“Sembra una prigione, per me è stato un trauma, da bambino.”
“Ma figurati se ti ricordi quando c’eri tu dentro,” commentò Linda.
“Certo che ricordo, e ricordo anche mia sorella nella stessa culla, che aveva lasciato i segni dei denti nello stesso punto dove li ho lasciati io. È oscena, non mi va che Emma passi la maggior parte del tempo in prigione. Prendiamo l’altra.”
“Ma costa pure di più, ci sono quasi cinquanta euro di differenza.” Era estremamente parsimoniosa.
“Glielo dirai tu, a tua figlia, che l’hai confinata all’ergastolo, in isolamento forzato, costretta a latte e acqua, repressa dietro le sbarre e condannata a masticare legno di faggio per almeno il suo primo anno di vita, per risparmiare quarantasette euro?”
“Come sei drammatico! Prendiamo quella che vuoi tu, così andiamo a casa che mi scappa la pipì.”
“Grazie amore, anche a nome di Emma.”

“Chiamami papà” | IN LIBRERIA

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...