Home

Ci sono persone che sono casa quando non c’è casa. Un posto dove andare quando tutto ti stritola, ti strangola, ti schiaccia, ti debilita, quando non c’è voce, suono, senso.Ci sono persone che ti donano la propria grazia naturale, facile da conservare. 

Reality

Di nuovo a casa, giornata lavorativa finita. 
Mi ricordo che alle medie sognavo di trovare qualcuno al quale tornare la sera, qualcuno che mi aspettasse a casa, mi accogliesse con amore. Come si dice, è dura scontrarsi con la realtà, fare a pugni con la sua vera natura. 
Adesso mi farò una doccia e poi finirò sul divano. Credo che mi addormenterò presto, ho fatto nottata a guardare gli Oscar e ho gli occhi piuttosto stanchi. Se riesco voglio provare a vedere un film, dovrebbe parlare di uno scrittore. Oggi ho scritto molto, non parlo del blog, parlo di un qualcosa di più strutturato, al quale sto lavorando da dieci anni. Per lo meno nella mia testa c’ho lavorato. Solo ora riesco a mettere le parole in ordine e mi sembra così strano, il fatto di trovare lucidità nella scrittura solo quando non ho lucidità in tutto il resto. 
Oggi la dottoressa mi ha detto una cosa che nessuna prima di lei mi aveva mai detto. Non ci credevo all’inizio, la ritenevo un’esagerazione, una conclusione tirata un po’ per i capelli. Quando, poi, sono tornato a lavoro ho realizzato che non aveva tutti i torti. Per tutto il giorno mi sono chiesto se sarebbe riuscita ad aiutarmi a stare meglio visto che, come le ho detto stamattina, da solo stavolta non ce la faccio. 
Mi manca. Sono le 18:32 e il tempo passa senza alleviare la mia solitudine. E lei non sa quanto mi manca e non avrei mai il coraggio di dirglielo. 
“Passerà,” dicono tutti. Mi chiedo quando si stancheranno di parlarmi per luoghi comuni. 

Suspended

È tutto sospeso a casa mia. Da quando se ne è andata.
Novembre. È passato già così tanto tempo.
Non ho più mangiato sulla tavola che ha accolto il nostro ultimo pasto.
Non ho ancora buttato il bicchierino di plastica da caffè contenente le cicche delle sue sigarette. È ancora lì, a terra, dietro la poltrona dell’Ikea.
La sua spugna è ancora sospesa a un gancio dentro la doccia.
Sto cucinando. Oggi pranzerò sulla poltrona, con il piatto in grembo che prenderà il suo posto di quando si sedeva sulle mie gambe.
Sospeso. Immobile. Senza tempo. Come le lancette di un orologio dalla batteria scarica.
Sono le 12:38. Mi manca.