Impostor

“Per tutta la vita sono stato un impostore. E non esagero. Ho praticamente passato tutto il mio tempo a creare un’immagine di me da offrire agli altri. Più che altro per piacere o per essere ammirato. Forse è un po’ più complicato di così. Ma se andiamo a stringere il succo è quello: piacere, essere amati. Ammirati, approvati, applauditi, fa’ un po’ tu. Ci siamo capiti.”

(da ‘Caro vecchio neon’, in “Oblio”, David Foster Wallace, p. 169)

Instant

«E se capita che non ci sia scelta su cosa amare? E se il tempio viene a Maometto? Che succede se ami e basta? senza decidere? Semplicemente ami: la vedi e in quel preciso istante dimentichi tutta la sobrietà e la contabilità e non puoi scegliere altro che amare?»

David Foster Wallace, “Infinite Jest”

Oceans

“Gli oceani sono solo oceani quando si muovono, – sussurra Julie. – Sono le onde a fare in modo che gli oceani non siano soltanto pozzanghere gigantesche. Gli oceani sono le loro onde. E ogni onda dell’oceano incontrerà alla fine quello verso cui si muove, e allora si potrà infrangere.”

David Foster Wallace, “La ragazza dai capelli strani”

Trap

“È possibile amare davvero altre persone? Se mi sento solo e sofferente, chiunque al di fuori di me è un potenziale conforto: ne ho bisogno. Ma è possibile amare davvero ciò di cui si ha tanto bisogno? Grossa parte dell’amore non è forse tenere di più ai bisogni dell’altro? Come ci si aspetta che io subordini il mio bisogno soverchiante ai bisogni di un altro che non posso neanche sentire direttamente? Eppure se non riesco a farlo sono condannato alla solitudine, cosa che decisamente non voglio… rieccomi quindi a tentare di superare il mio egoismo per motivi di interesse personale. Esiste una via d’uscita da questa trappola?”

David Foster Wallace, “Considera l’aragosta”

Depression 

La persona che ha una così detta “depressione psicotica” e cerca di uccidersi non lo fa aperte le virgolette “per sfiducia” o per qualche altra convinzione astratta che il dare e avere nella vita non sono in pari. E sicuramente non lo fa perché improvvisamente la morte comincia a sembrarle attraente. La persona in cui l’invisibile agonia della Cosa raggiunge un livello insopportabile si ucciderà proprio come una persona intrappolata si butterà da un palazzo in fiamme. Non vi sbagliate sulle persone che si buttano dalle finestre in fiamme. Il loro terrore di cadere da una grande altezza è lo stesso che proveremmo voi o io se ci trovassimo davanti alla finestra per dare un’occhiata al paesaggio; cioè la paura di cadere rimane una costante.
Qui la variabile è l’altro terrore, le fiamme del fuoco: quando le fiamme sono vicine, morire per una caduta diventa il meno terribile dei due terrori. Non è il desiderio di buttarsi; è il terrore delle fiamme. Eppure nessuno di quelli in strada che guardano in su e urlano “No!” e “Aspetta!” riesce a capire il salto. Dovresti essere stato intrappolato anche tu e aver sentito le fiamme per capire davvero un terrore molto peggiore di quello della caduta.

“Infinite Jest”, David Foster Wallace

Song

“Guarda questa cosa. Guarda dentro ciò che ruota senza attrito. Chiudi gli occhi. Nessun venditore porta a porta suonerà il citofono, assolutamente nessuno. Rilassati. Stenditi. Non voglio nulla da te. Stenditi. Rilassati. Terreno di prima qualità viene spazzato via. Apri gli occhi. Voltati in diverse direzioni. Guarda. Ascolta. Usa orecchie che sarei fiero di chiamare nostre. Ascolta il silenzio dentro il rumore dei motori. Cristo, tesoro, ascolta. È una canzone d’amore.
Per chi?
Tu sei il mio amore.”

David Foster Wallace, “Verso Occidente l’Impero dirige il suo corso”